Archivio per 13 novembre 2008

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Alle cinque della sera,spettacolo su Garcia Lorca

Sabato 22 novembre ore 20,30
Domenica 23 novembre ore 19,00

Sala teatrale ” La bottega del teatro “
Via volturno 16/18 Caserta

“ALLE CINQUE DELLA SERA”

(Morte di un torero)

Tratto dal
“Lamento per Ignacio Sanchez Mejìas”
di Federico Garcìa Lorca
Ideato da Giovanni Gallo
gianni
Attore
Giovanni Gallo
Pianoforte
Fabio Tommasone

REGIA
Giovanni Gallo

Se la poesia è avventura linguistica, cioè navigare nell’oceano linguistico come Ulisse sulla nave di Omero, attraversare la lingua come mare in tempesta, sapendo da dove si parte, ma ignorando i possibili approdi, oltrepassando i confini conosciuti, e sfidando difficoltà e insidie: se la poesia è tutto questo, Federico Garcìa Lorca ne è stato interprete appassionato e instancabile.
L’intera vicenda artistica della sua vita è contrassegnata infatti dalla volontà raffinata di esplorare e sperimentare tutti i campi dell’arte, dalla musica al teatro, dalla letteratura al cinema e alla pittura, con l’atteggiamento di chi, provando, modifica e innova.
Proprio per il suo carattere di ricerca inquieta la poesia, come le altre forme d’arte, nasce per Garcìa Lorca da un vento mentale, da un potere misterioso, uno spirito occulto, un demone che “ama l’orlo dei pozzi, brucia il sangue, rompe gli stili”.
Nell’agosto del 1934, compone il “Lamento per Ignacio Sanchez Mejìas”, subito dopo la morte, durante una corrida, del torero e amico.
Ignacio fu un grande torero e anche un uomo di cultura. Diede particolare impulso e sostegno alla “Generacion poetica”, un gruppo rilevante nella poesia spagnola del ‘900.
E’ un testo con fortissimo pathos e la rappresentazione è così vivida e di così forte impatto da emozionare e commuovere al massimo. Vi è rappresentata la corrida con l’occhio del poeta, dell’amico dolente per il torero morto. Il poeta vola con la fantasia, gioca con le metafore e con il sogno poetico e, tuttavia, riesce a dare una rappresentazione della realtà così viva che pare trasportarci prima nell’arena e poi davanti al corpo senza vita di Ignacio.. E il suo pianto, il suo cordoglio è come diventassero anche nostri.
Il piccolo poema inizia con con una vivida ripetizione, ossessiva, del verso “A las cinco de la tarde” ( “alle cinque della sera”). Una ripetizione che scandisce ritmicamente, come una danza, la sequenza dell’incornata e della morte. Ed è proprio quello scandire iterato, fin quasi all’esasperazione, di quell’ora di morte, che ci catapulta nell’arena, ci mette lì, col torero e il suo destino.
Un anno dopo la pubblicazione del “Lamento”, la Spagna piombava nella guerra civile e, di lì a poco, sarebbe stata soffocata dalla dittatura franchista. Garcìa Lorca verrà ucciso in quel tragico 1936, il 19 agosto, dai franchisti a Viznar; in provincia di Granada, e il suo corpo non fu mai trovato. E per molto tempo, non ci sarebbe stato in Spagna nessuno a ricordarlo e a piangerlo. Per lui non ci furono parole gementi, forse solo quella “brezza triste tra gli ulivi”, mentre le pallottole gli laceravano il cuore. Lorca pagò con la vita la libertà di esprimere con una lirica, che ha del trascendentale, le sue idee in netto contrasto con l’allora regime franchista.
La nostra rappresentazione vuole essere un omaggio a Federico Garcìa Lorca e ad Ignacio Sanchez Mejìas, alla loro vita, alla loro cultura, alla loro libertà, alla loro arte, ma soprattutto alla loro
infinita sfida.




Sito curato da Susanna Canessa

 

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